Domenica dilettante. La svastica sulla fronte

A volte le apparenze ingannano. Un gerarca nazista può fuggire in USA, diventare un insegnante di una cittadina del Connecticut e rifarsi una vita senza che nessuno sospetti nemmeno lontamente l’inquietante passato che egli cela sotto una maschera di banalità. Poiché la vita quotidiana macina il tempo come un rullo compressore, se fa presto a dimenticà le grandi ed epocali tragedie per far posto alle preoccupazioni di ogni giorno.

E’ la consapevolezza di questa disattenzione congenita, oltre a un consumato amore per la ripresa raccapricciante delle tradizioni culturalmente lontane dei pellerossa, a spingere il tenente Aldo Raine, incarnato da Brad Pitti in Bastardi senza gloria, a concepire e praticare la marchiatura rituale del nazista. Coltello da guerra ben affilato. Fronte del prigioniero lasciato appositamente in vita. Compiacimento per la propria capacità di incisione progredita con la pratica. Urla doloranti del marchiato. Un futuro proiettato fuori dai fotogrammi della pellicola. Il rituale. Necessario perché le persone non dimentichino, finita la guerra, chi è stato dalla parte di Hitler. Un marchio per ricordare, per sottrarre il male al sapone della cronaca, alle pile di carta scadente dei quotidiani. Un dritto, Aldo Raine. Un bastardo pragmatico che sa come funziona il clamore mediatico. E’ questa sua profonda comprensione per i meccanismi della propaganda a rendere il suo piccolo plotone una leggenda. Dei pellerosse ha assorbito soprattutto la grande tradizione orale: i canti intonati di fronte al fuoco. Aldo Raine non è solo un soldato, non è il rambo di Tarantino. Aldo Raine è colui che tramanda le gesta. E’ lo spartano che Leonida ha spedito a casa per tramandare l’impresa delle Termopili.

Il futuro proiettato fuori dai fotogrammi Aldo Raine l’aveva già visto. Ci sarebbero state persone che finita la guerra avrebbero gettato via la divisa nazista e avrebbero proseguito la loro vita. Forse ci aveva pensato da solo, tra un agguato e un altro. Forse qualcuno gli aveva passato un segreto indiscreto: la notizia che Orson Welles stava lavorando a un film intitolato “Lo straniero”. Un film che parlava di un’identità nazista cancellata. Un film che sarebbe uscito solamente nel 1946 e che Aldo Raine avrà certamente visto al cinema, una volta tornato a casa. Ad ogni modo, Aldo Raine aveva ragione. Le persone dimenticano, e una svastica sulla fronte può fare la differenza. E non solo in America. E’ notizia fresca di oggi, marginale, a dire il vero, trascurata in un angolino del Corriere della Sera: un baritono, tale Yevgeny Nikitin, destinato a interpretare il ruolo dell’interprete principale nell’Olandese volante di Wagner, è stato scartato. La ragione? Il signore aveva un simpatico tatuaggio nazista che si era fatto tatuare quando era ancora un virgulto dell’heavy metal. Mica male.

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