“Ero guarito” ovvero di cosa ho fatto mentre ero ammalato

alex

Quando si gestisce un blog, bisogna essere presenti. Bisogna evitare di sparire per troppo tempo, affinché il lettore non si spazientisca, si disaffezioni e ti sfanculizzi (o sfammocchizzi, se preferite una variante partenopea non ancora sufficientemente diffusa su scala nazionale). Certo, se ti capita un periodo in cui sei impossibilitato a scrivere, non puoi ingigantire il tuo senso di colpa per non aver scritto un post per alcune settimane. Se capita un periodo del genere, non c’è niente da fare, lasci il blog senza post per qualche tempo e ti dedichi ad altro. D’altra parte, non bisogna dimenticare le buone maniere, così quando non si può scrivere qualcosa di particolarmente pregnante, si può comunque spiegare perché non lo so si fa. Zerocalcare è un raffinato maestro di quest’arte. Egli salta il suo appuntamento bisettimanale con una certa noncuranza, regalando comunque ai suoi lettori qualcosa che sovente riceve incitamenti, ringraziamenti, complimenti e altre cose in -enti che a uno scrittore fanno molto piacere, soprattutto se sono manifestazioni dell’avvenuto perdono. Questo è stile! D’altro canto se tra i lettori del blog, poi, c’è pure tua madre, allora non è solo questione di buone maniere: è necessario scrivere qualcosa a discolpa della propria assenza anche solo per rassicurare la mamma che niente di spaventoso ti è accaduto. E per una madre può essere fonte di apprensione anche l’aver mangiato un biscotto in meno a colazione.

Niente paura mamma: sto bene. Anzi, sono guarito! La settimana scorsa, infatti, sono stato ammalato. No, niente depressione questa volta. Sono stato semplicemente vittima dell’influenza che si è manifestata con la seguente sintomatologia: gola infiammata, naso otturato, placche alla gola,  febbre notturna, sonno disturbato da pensieri confusi, tosse, fiacchezza delle membra, imperdonabile tendenza a non arricciare i baffi. Eppure, è stata una settimana interessante. Nonostante la forma fisica ho davvero fatto tante cose, che si sommano a quelle portate a termine nelle settimane di silenzio blogghistico. Eccone un elenco: ho letto Murphy di Beckett, ho visto Gomorra La serie, ho letto LAssommoir di Zola, su suggerimento del mio maestro jedi Gia-ni Maffeius ho visto il film I duellanti diretto da R. Scott, ho riletto Il doppio di Rank, ho visto il film con Keaton Sherlock jr., ho preparato la parigina con lievito madre (di cui ricorderete il glorioso nome: Pasquale; in onore dell’aiuto cuoco di Cannavacciuolo, un uomo d’onore che ha preso tanti schiaffi rendendoci tutti uomini migliori), ho perfezionato la tecnica di montaggio della schiuma da barba con pennello, ho scrostato parte della cromatura dal mio rasoio di sicurezza, ho scritto alcuni dei tweet più belli per l’hashtrag #ioleggoperche, ho meditato sul fatto che il medium è davvero il messaggio (pure se Arbasino riteneva lo slogan irritante e, se ben ricordo, pure poco credibile), ho spedito curricula in giro per il web in cerca di un lavoro, facendo eco alle parole di lei, poi, mi sono chiesto perché nessuno voglia pagarmi per queste robe che scrivo, ho convinto un amico a far crescere del dignitoso pelo facciale e ho trascorso qualche giorno in compagnia del mio amico nel tempo Mario. Bella Bologna. Belli i portici. Buoni i tortellini. Buono lo gnocco fritto con la mortadella.

Come il mio lettore potrà certamente notare, tutte queste esperienze potrebbero essere spunto per i futuri post del blog. Perciò lascerò un breve elenco di quello che intendo scrivere:

  • Un post su Gomorra La serie
  • Un post sulla grandezza dei classici
  • Un post sulla crudeltà
  • Un post sulla mia passione segreta: il balletto
  • Un post sul perché ho dei baffi a manubrio
  • Un post su Uomini e donne
  • Un post sul trash e sulla pietra miliare imprescindibile per chi parla di trash: Pink Flamingos

Sono aperte le scommesse su quanti di questi buoni propositi saranno portati a termine prima della mia morte. Ah, prima di chiudere, sapete perché mi piace leggere? Perché da quando ho letto Arancia meccanica, dire “Sono guarito” ha tutto un altro aroma. E a me piace l’odore delle citazioni al mattino!

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Informazioni su Dario Russo

Un dottorato in letterature comparate. Un amore viscerale per le parole e per i giochi. Due baffi. Vedi tutti gli articoli di Dario Russo

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