Ringraziamenti per il nuovo record di visite.

heming

Il post della scorsa settimana ha segnato un traguardo per questo blog. Il numero di visite da Gennaio a oggi ha superato le cifre registrate nell’anno in cui il blog è stato più frequentato: il 2013. In quattro mesi scarsi ci sono state più visite che in un intero anno. Penso sia doveroso dedicare questo post esclusivamente a ringraziare chi ha reso possibile tutto ciò: voi lettori. Non voglio fare come il calciatore intervistato che immancabilmente ripeterà dopo aver segnato un gol in rovesciata, uno in cui hai corso per settanta metri palla al piede prima di insaccare e un altro su punizione a giro, ottenuta per un fallo da lui stesso subito; che il merito non è suo ma dell’intera squadra. Che ciò che conta è la vittoria e non la prestazione personale. Un giocatore guadagna così tanti soldi che può anche dire le fanfaluche che l’etichetta gli impone. Io no.

Io voglio dirvi la verità. Non è per questo che siamo qui, d’altra parte? Se sono mesi che vi propino la mia vita un po’ mascherata (e forse anche un po’ disegnata male come quella di Gipi) e le mie opinioni ben incravattate, è perché ci aiutino a entrare in contatto con qualcosa di vero sull’uomo e non sulle cazzate astratte e stereotipate che riempiono i best-seller. Qualcosa di vero di me e di voi che mi leggete, insomma. Allora capirete che il successo non dipende da me. La verità, infatti, è questa: io potrei essere anche più bravo di Franz Kafka, ma se non ci foste voi a consigliare questo blog, a metterlo nei vostri feed (per mamma: significa che fanno in modo da sapere automaticamente quando il blog è stato aggiornato, poi ti faccio vedere come fare), a scrivermi in chat per farmi sentire il vostro affetto, a telefonarmi per dirmi “sai che mi è piaciuto?!”, a condividerlo su facebook o su twitter e a far moltiplicare i pollici alzati, questo blog resterebbe muto. Non lo dico solo per lusingarvi, ma perché cominciate a fare i conti con la vostra responsabilità.

Tra i miei lettori ci sono parenti, amici veri, amici in termini feisbuccari, conoscenti e anche qualche simpatico avventore che arriva su qui tramite google. A queste persone che non hanno un viso, né un nome non posso che mandare dei generici saluti, un po’ stereotipati: li ringrazio e li invito a dirmi qualcosa di loro o semplicemente a tornare ogni tanto. Agli altri invece posso riservare dei ringraziamenti mirati ed erigere per loro un monumento più duraturo del silicio. Vediamo.

Ringrazio il mio vecchio e mia madre. La leggenda vuole che il primo abbia sostituito la sua lettura da bagno del giovedì, con quella del mio blog su smartphone. Questo significa due cose.

  1. Questo blog è fruibile anche da dispositivo mobile.
  2. Questo blog non disdegna il luogo di lettura preferito dalla mia stirpe: il cesso (per l’occasione voglio ricordare le illuminanti parole del mio professore di storia medievale, il quale fornendo il gruppo dei libri da cesso, ci disse che La storia gotica di Procopio rientrava agilmente nel novero).

Mia madre, invece, pare che legga il blog quando riesce a vincere la resistenza del nostro vecchio pc di casa, il quale soffre di amnesie per esaurimento della batteria tampone (zio Pasquale, se anche tu stai leggendo, per favore aiuta mamma a cambiarla).  Entrambi apprezzano lo stile svagato ma chiaro del blog e sentono di non aver del tutto sprecato il loro investimento in pannolini, veglie, apprensioni e intrattenimento.

Ringrazio alcuni lurker di questo blog (per mamma: lurker è colui che frequenta siti, blog e forum ma non lascia traccia), che proprio in quanto tali sono difficili da identificare. Eppure tra loro c’è il re dei lurker, del quale so vita morte e miracoli: il mio grande amico Mario Sbaranascia. A Mario devo molto, perché ha sempre sostenuto il mio talento, preservando con convinzione la mia salute: quando mi ha ospitato a casa sua, per esempio, mi ha sempre graziosamente permesso che cucinassi per entrambi.

Ringrazio Alessio, un appassionato studioso di letteratura latina, lettore e polemico instancabile, il quale in un momento di grande slancio mi indusse con veemenza a spammare (mamma, significa pubblicizzare ma in una maniera un po’ molesta) il mio blog in giro per i social network, in particolare attraverso i gruppi facebook. Ho seguito il suo consiglio solo in parte, poiché non è nella mia indole spammare senza un certa eleganza, ma di certo sono stato rinvigorito dal suo entusiasmo. Forse lui non legge questo blog, ma gli devo comuque il mio grazie.

Ringrazio i miei amici Jonathan e Dario il biondo, perché quando faccio una passeggiata con loro mi fanno sentire come Orazio al seguito di Mecenate, insomma un uomo che deve accettare con riconoscenza e dignità il suo destino di morto di fam…voglio dire di uomo di lettere. Del resto due versi di Riccardo III non valgono un caffè o un gelato?

Ringrazio Zagni e Cesare, i quali con la loro timidezza mi hanno fatto fare i conti con la mia impiastricciata di clowneria. Ringrazio Paolo, che mi ha incoraggiato a scrivere i post su Gomorra. Ringrazio Maffei, perché resta un maestro e mi ricorda con la sua prosa che ho ancora molto da imparare. Ringrazio Ugo, Salvatore Gregoraci, Alfredo, Eleonora, Antonio, Serena. Ringrazio Gabriele Frasca per avermi dato una traccia da seguire per esprimere la mia cronica malinconia e per avermi definito “un’ottima penna”. Ringrazio Carmine Gnolo, che mi ha detto “Si, ma quando cazzo pensi di deciderti a scrivere un libro?“. Ringrazio Marco Viscardi che ha scritto di me “Inutile avere una macchina fotografica quando a descrivere una scena c’è”. Sono frasi come queste che ti fanno venire la voglia di mettere giù qualche riga ogni settimana. Una ricompensa fin troppo ricca per la mia modesta proposta.

Infine ringrazio lei. La mia lettrice un po’ ritardataria, non c’è che dire, ma sempre presente, silenziosa, attenta ai dettagli. Una buona lettrice. E leale.

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