Perché Facebook ha cominciato ad annoiarmi

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Una delle esperienze più affascinanti di Facebook la si vive quando vi si accede con l’account di un altro. Frenato ogni impulso a riempire di goliardici, quindi per lo più osceni, messaggi che immortalino il possesso temporaneo della motta e del castello, ci si rende conto che la familiarità dell’interfaccia contrasta clamorosamente con il differente flusso di stati e aggiornamenti che la diversa schiera di amicizie genera. Lo spaesamento è grandioso e se non l’avete mai provato vi consiglio di farlo.

Ultimamente, invece, mi ritrovo ad affrontare un’altra sensazione. Chi utilizza Facebook per ingannare il tempo, magari da smartphone o da tablet, lo fa per lo più titillando lo schermo o la rotellina del mouse con un automatismo rassicurante che si affianca all’antica arteteca o tremuliccio (diceva mia nonna) o ad altri rituali di spulciamento o ataviche eredità di pulizia. La potenza ipnotica dello zapping facebookaro è risaputa: conosco diversi amici che testimonierebbero con una mano sul fuoco di aver ringraziato il cielo per un downgrade tecnologico (un cellulare fracassato, per esempio) che li ha obbligati a trascorrere meno tempo su Facebook. Conosco persino chi ha affidato a un sodale la propria password nuova di zecca, affinché costui la custodisse gelosamente impedendo all’aspirante asceta la permanenza nella rete sociale. Anche io utilizzo facebook quotidianamente e spesso in stato semi-cosciente. Lo faccio al mattino se non ho un libro agile da leggere sul cesso (e qui si aprirebbe un’interessante questione sul concetto di agilità relativa a siffatta condizione di lettura) e molte altre volte durante la giornata se ho il pc a portata di mano. Eppure ciò che ultimamente trovo su Facebook non mi soddisfa, anzi mi annoia e mi deprime, così che finisco per chiuderlo avvertendo un insostenibile senso di spreco. Perché?

Negli ultimi mesi è diventato sempre più fondamentale nella mia vita qualsiasi aspetto dell’esistenza possa definirsi umano. Mi interessano sempre di meno le ideone e le fandonie che si dicono pappagallando frasi altrui e sempre di più gli aspetti minimi e talvolta involontari di chi mi circonda. L’uomo mi commuove. Data questa premessa, Facebook è ormai per me una noia mortale. Dopo anni di campagne che denigravano e canzonavano la vocazione esibizionistica intrinseca in Facebook, alla fine hanno vinto quelli che si lamentavano che l’utente medio non facesse altro che postare foto dei loro pasti, foto del loro outfit, foto con il loro cane e altre simpatiche e un po’ sceme situazioni di vita familiare. Hanno vinto, perché le persone hanno preso a raccontare sempre meno la propria vita, come spiega un articolo di qualche tempo fa, e sempre più a cliccare come forsennati su robaccia fatta ad hoc dalle varie pagine di exploitation presenti sul social network. Mi riferisco alle centinaia di pagine che, nate da trovate ingegnose, hanno finito per diventare la parodia di se stesse, perdendo di mordente e freschezza.

Quando apro Facebook oggi ho la sensazione che la mia cerchia di amici sia composta da:

  1. Snob che postano roba sulle scie chimiche per prendere in giro i vari complottisti
  2. Ingenui che postano roba sulle scie chimiche
  3. Goffi appassionati di emozioni che condividono testi da Bacio Perugina su sfondo monocromatico o a fantasia
  4. Agguerriti fanatici di politica che condividono articoli di dubbia autorevolezza o di dichiarata militanza
  5. Gente che continua a elargire post di odio scritti male e spesso indirizzati a persone imprecisate
  6. Lurker che utilizzano Facebook probabilmente solo come chat e persino quando rinnovano  la loro foto profilo lo fanno con una foto precedemente già utilizzata
  7. Pochi bravi comunicatori, per lo più delle generazioni precedenti e che in teoria dovrebbero essere poco familiari con le esigenze della rete, che continuano a insegnarmi qualcosa e ai quali va il mio ringraziamento.

Insomma, in tutto questo guazzabuglio di persone ormai sfoltite dalla mia personale regola “cancello tutte le persone che non ho conosciuto di persona” trovo sempre meno umanità, sempre meno emozioni per cui provare empatia. Anziché divisa in orribile e miserrimo, come diceva Alvin Singer in Annie Hall, mi pare che l’umanità che passa sulla mia bacheca possa essere divisa in sciocchi e arrabbiati. Ciò non mi impedisce, del resto, di dare il mio contributo quasi quotidiano affinché nella mente di qualcuno possa sorgere una nuova riflessione, o si accenda la scintilla della curiosità o semplicemente baleni un effimero sorriso per la buffonata del giorno. Eppure ho scritto queste un po’ caotiche elucubrazioni, perché desideravo che vi soffermaste a pensare almeno a ciò che segue: avete a disposizione foto, parole, video, suoni, colori per raccontarvi al mondo e tutto quello che riuscite a dire di voi è che vi è piaciuto quello che qualcun altro ha creato per fare soldi?

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Informazioni su Dario Russo

Un dottorato in letterature comparate. Un amore viscerale per le parole e per i giochi. Due baffi. Vedi tutti gli articoli di Dario Russo

4 responses to “Perché Facebook ha cominciato ad annoiarmi

  • kasabake

    Mi hai tolto le parole di bocca con questo post… meraviglioso!!

    • Dario Russo

      Ti sono grato dell’apprezzamento, perché leggendo i tuoi post ho capito che scegli le parole con grande attenzione. “Meraviglioso” è un complimento di cui essere davvero fieri, e in effetti lo sono.

  • bloody ivy

    regolarmente mi viene il latte alle ginocchia aprendo la home.
    Bufale prese da siti assurdi o da blog personali (voglio dire, come fa un blogger a sapere la rivoluzionaria cura contro il cancro che i media nascondono o importantissimi segreti militari?).
    Guerre civili (civili per modo di dire visto gli insulti) per motivi assurdi. Gente che comincia ad odiarti perché sei onnivora, ad augurarti di venir stuprata se non sei razzista, a darti della comunista (inteso come uno che mangia i bambini suppongo) o della fascista del tutto fuori contesto, perché magari il post era sulla moda estate 2016… ma non è fb,,, è l’umanità ad essere diventata così e, come diceva puffo quattr’occhi “che è peggio!”

    • Dario Russo

      Ti ringrazio per essere passata dal blog. Che dire? Io sono tra quelle persone che non credono in un peggioramento dell’umanità, ma semplicemente nella maggiore attenzione che in certi periodi poniamo a quello che in altri momenti della nostra vita sarebbe stato nient’altro che un rumore di sottofondo. D’altro canto bisogna ammettere che è un po’ desolante sapere che gran parte dei contenuti della nostra bacheca sono dovuti all’azione sconsiderata dei nostri amici di Facebook e non a una vaga e additabile umanità senza nome né volto.

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