Thomas Pynchon. L’arcobaleno della gravità

“Al tempo dei gaucho, il mio paese era come un foglio bianco. La pampa si estendeva fin dove arrivava l’immaginazione, senza confini, senza recinsioni. La terra apparteneva ai gaucho fin dove potevano arrivare coi loro cavalli. Buenos Aires, però, voleva assicurarsi l’egemonia delle province. Tutte le nevrosi incentrate sulla proprietà si sono intensificate, si sono aggravate, cominciando a contagiare la campagna. Sono state erette delle recinzioni, e i gaucho hanno così perso parte della loro libertà. E’ la nostra tragedia nazionale, la nostra ossessione, il voler costruire labirinti là dove un tempo si stendeva la libera prateria, il cielo. Col risultato di disegnare strutture sempre più complesse sul foglio bianco. Non riusciamo a sopportare tutto quel vuoto: ci terrorizza”.

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